martedì 25 settembre 2012

Mito e Filosofia

Cari Alunni, il rapporto di fecondo scambio tra mito e filosofia ci ha già proposto diversi incontri: Cosmo-Teogonie, Dioniso, Edipo, Orfeo, Eracle, Pan, ma anche Alcesti, Gesù, e altri verranno. Indicate ora voi, se volete, un tema che ritenete interessante in questi racconti, e provate a spiegare i motivi o gli interrogativi della vostra scelta. Volendo potete anche introdurre un altro mito, chiarendo perché lo proponete all'attenzione. Coraggio, fatevi liberamente avanti, scrivete testi snelli ma corretti!, max. 20-25 righe, firmando l'intervento con nome, cognome e classe.

11 commenti:

  1. "La bottega sembrava zeppa d'ogni sorta di strani oggetti... ma la cosa più strana era che tutte le volte che Alice si metteva a guardar fisso uno scaffale, per veder bene ciò che conteneva, quello diventava improvvisamente vuoto, sebbene gli altri d’intorno fossero perfettamente colmi. — Qui gli oggetti se ne volano via! — disse finalmente, in un tono di lamento, dopo aver passato un minuto o quasi a inseguir vanamente un grande oggetto lucente, che le sembrava a volte una bambola e a volte una scatola da lavoro, ed era sempre nello scaffale al di sopra di quello in cui guardava. — E questo è il più irritante di tutti... ma vi dirò, — aggiunse, come colta d'un subitaneo pensiero, — lo seguirò fino all’ultimo scaffale in cima. Non vorrà andarsene pel soffitto, spero.
    Ma anche questo mezzo non le riuscì: l’oggetto traversò tranquillamente il soffitto, come se ci fosse lungamente avvezzo."
    Lewis Carroll, da "Attraverso lo Specchio, e quel che Alice vi trovò", cap. V
    (Lorenzo Maselli, I°A)

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    1. Ci dici anche i motivi che ti spingono a tale scelta? s.m.

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  2. "La difficoltà sperimentata da Alice nel guardare fissi gli oggetti in vendita nella bottega è stata paragonata dai diffusori della teoria del quantum all'impossibilità di fissare la posizione precisa di un elettrone nel suo corso attorno al nucleo di un atomo." (M. Gardner in The Annotated Alice). In altre parole, abbiamo qui un principio di indeterminazione "ante litteram" che con tutta la sua sovversiva potenza già nel 1865 (e non potremmo forse dire "già dai tempi di Orfeo", per rimanere nel sentiero battuto?) asseriva l'inevitabile inafferrabilità della realtà che ci circonda. Commentava Pascal nelle sue Pensées (testo peraltro amato dal rev. Dodgson): "[...] ogniqualvolta crediamo di avere un punto fisso al quale aggrapparci e puntellarci, quello si sposta e ci lascia indietro; se lo seguiamo, elude la nostra stretta, scivola via, e fugge in eterno davanti a noi." Mi è parso che nulla meglio di un passo dal capolavoro "aoristo" di Carroll potesse sintetizzare il programma sinora svolto.
    Lorenzo Maselli, IA

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  3. Ecco, così va meglio... o meglio, direbbe Alice (!?), ora le cose si confondono (meglio), lo specchio pare incrinarsi, rompersi persino? s.m.

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  4. Sinché il Re Rosso non si desti, la domanda resterà senza risposta... ammesso che sia lui a doversi destare...
    Lorenzo Maselli, IA

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    1. Speriamo si desti qualcuno in classe, altrimenti sembreremo due Alici marinate...

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  5. Talvolta non capisco come mai un altro possa, e osi aver diritto di amarla,mentre io solo l'amo così profondamente, così totalmente, e nulla conosco, né so, né posseggo, all'infuori di lei.

    Johann Wolfgang von Goethe

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    1. Tale Goethe risulta tra gli iscritti di quale classe? Ci spieghi poi il perché della scelta rispetto a mito e filosofia? S. M.

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    2. che tristezza questo blog........una camera mortuaria!!! Tutto perché qualcuno ha tarpato le ali al povero Schreiber. Non preferirebbe,professore, una pagina scritta ad una lasciata in bianco?

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    3. Es kommt mir einfach zu schwer, dein doofes Spiel zu verstehen...

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  6. Tanti fiumi sgorgheranno dal mare e l'anno invertirà il corso delle sue stagioni prima che il mio cuore muti il mio amore per te.

    Sesto Aurelio Properzio

    (Der Anonyme Schreiber, I°X)

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